10 Righe

Attore e regista orvietano, da più di 20 anni si esibisce all'interno delle maggiori rievocazioni storiche italiane. Ispirandosi alla tradizione medievale dello joculator latino e del jongleur francese, ha reinventato il personaggio del giullare in chiave moderna: il “Giullar Cortese”.
Con questo personaggio ha preso parte alla più importanti rievocazioni storiche italiane. Inoltre ha partecipato a due edizioni del “Todi Arte Festival” la prestigiosa rassegna di teatro e arti sceniche diretta da Maurizio Costanzo.
Come attore comico ha partecipato a molte trasmissioni su tutto il territorio nazionale alla serie “RideRai”, per la regia di Giancarlo Nicotra in onda su Rai Uno. Inoltre ha preso parte alla trasmissione condotta da Luca Barbareschi Barbareschi Sciock su La7.
Il lavoro si basa sull'utilizzo delle principali tecniche e propedeutiche teatrali, passando anche per un percorso emozionale e motivazionale attraverso l’applicazione di teorie base mutuate dalla psicologia dinamica.

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NON SOLO GRAZIE...
A una settimana esatta dall’inizio della manifestazione “Ludi alla fortezza”, aperta dal Banchetto Medievale e chiusasi con i due giorni all’Albornoz, è forse arrivato il momento di un consuntivo e dei ringraziamenti dovuti, anzi no, s-e-n-t-i-t-i.
Vorrei quindi dire grazie a tutte quelle persone che per primi hanno creduto in questa idea, che a partire da marzo concretamente e operativamente, giorno dopo giorno, riunione dopo riunione, ha iniziato a prendere corpo, fino ad arrivare, non voglio dire al successo, ma sicuramente ad un degno compimento. Per me è stata come una creatura, un figlio o una figlia, fate voi.
Prima è stata pensata e desiderata, poi è stata concepita e piano piano è venuta alla luce. Non dopo nove mesi, ma dopo quasi un anno e mezzo. Tanto è stato il tempo in cui mi è frullato in testa questo progetto. La metafora del bambino la rappresenta molto bene.
Quando un bambino nasce, - io non ho figli ma credo di capire cosa si può provare -, ha bisogno di tutte le cure e attenzioni possibili, senza se e senza ma, giorno e notte, senza requie, e quasi devi annullarti per lui, e non esiste altro perché il tuo pensiero va solo a quella creatura. Non lo fai perché è un dovere, ma perché è così e basta, ti viene naturale. Piano piano poi vedi questo essere crescere e incominciare a voler sperimentare. Ha cominciato a gattonare e ad avanzare senza una meta apparente, quasi non conoscesse la direzione o la meta. Dopo qualche tempo ha tirato su la testa, proprio come fanno i bambini (curiosi), scrutando quello che c’era intorno e scoprendolo lentamente. Giorno dopo giorno però ha acquistato sicurezza e si è messa dritta, anche se ancora si appoggiava o reggeva a tutto quello che trovava sul suo cammino, e tanti sono stati gli appoggi, le offerte di aiuto e collaborazione, spontanee o richieste, ma sempre disinteressate.
Ho notato che mano a mano che andavamo avanti con l’organizzazione intorno a noi si creava prima curiosità, forse in alcuni diffidenza, ma veramente in numero esiguo, e poi lentamente interesse, solo per il fatto di farne parte, di esserci, di poter dare una mano, un contributo, solo per il desiderio di dire che la città era viva e percepivi che qualcosa di diverso stava accadendo: il solo fatto di aver messo intorno ad un tavolo a ragionare d tante associazioni diverse, che a vario titolo si occupano di rievocazione, giochi e tematiche storiche medievali e altrettanti cittadini comuni che si sono avvicinati per passione e per mettersi al servizio della propria città.
Tutti insieme, senza gerarchie né personalismi, hanno messo la loro pietra per erigere i Ludi alla Fortezza che hanno funzionato e che sono stati apprezzati da una larga parte di persone.
Ma questo non basta. La prima edizione è sempre carica di curiosità, in positivo e negativo, ci sono aspettative, ma si è sempre benevoli per una cosa che ancora non ha una identità e di cui non si conosce molto e si ignorano le potenzialità; dico questo perché la vera scommessa sarà vinta solo il prossimo anno, quando saremo in grado di ripeterci, confermare quello che di buono abbiamo fatto, ma soprattutto migliorarci.
Ecco è con queste parole che io vorrei ringraziare tutti, magari uno a uno, sicuramente dimenticando qualcuno, ma se dovesse accadere è solo perché siete stati tantissimi, e nel caso vi prego di dirmelo e correrò ai ripari. Il ringraziamento ultimo, ma non in ordine di importanza, per dirla all’inglese Last but not least, è per mia moglie, mia compagna, mia amica, mia assistente, mia mente, mio cuore, mie braccia, mie gambe, mia vita: Marzia WonderWoman Polacco.
E però non posso dimenticare mia madre e un pensiero speciale va a chi non c’è più, mio padre, perché senza di lui e senza i suoi insegnamenti io poco sarei.
Voglio anche ringraziare quelli che ci hanno mosso critiche o osservazioni a volta anche poco pertinenti, ma che ci hanno aiutato a capire se la direzione presa fosse quella giusta e magari a cambiare rotta o fare anche solo una leggera virata. Grazie anche e soprattutto a loro, perché come scrissi una volta: I complimenti gonfiano l’ego, le critiche forgiano un carattere.
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NON SOLO GRAZIE...
A una settimana esatta dall’inizio della manifestazione “Ludi alla fortezza”, aperta dal Banchetto Medievale e chiusasi con i due giorni all’Albornoz, è forse arrivato il momento di un consuntivo e dei ringraziamenti dovuti, anzi no, s-e-n-t-i-t-i. 
Vorrei quindi dire grazie a tutte quelle persone che per primi hanno creduto in questa idea, che a partire da marzo concretamente e operativamente, giorno dopo giorno, riunione dopo riunione, ha iniziato a prendere corpo, fino ad arrivare, non voglio dire al successo, ma sicuramente ad un degno compimento. Per me è stata come una creatura, un figlio o una figlia, fate voi.
 Prima è stata pensata e desiderata, poi è stata concepita e piano piano è venuta alla luce. Non dopo nove mesi, ma dopo quasi un anno e mezzo. Tanto è stato il tempo in cui mi è frullato in testa questo progetto. La metafora del bambino la rappresenta molto bene. 
Quando un bambino nasce, - io non ho figli ma credo di capire cosa si può provare -, ha bisogno di tutte le cure e attenzioni possibili, senza se e senza ma,  giorno e notte, senza requie, e quasi devi annullarti per lui, e non esiste altro perché il tuo pensiero va solo a quella creatura. Non lo fai perché è un dovere, ma perché è così e basta, ti viene naturale. Piano piano poi vedi questo essere crescere e incominciare a voler sperimentare. Ha cominciato a gattonare e ad avanzare senza una meta apparente, quasi non conoscesse la direzione o la meta. Dopo qualche tempo ha tirato su la testa, proprio come fanno i bambini (curiosi), scrutando quello che c’era intorno e scoprendolo lentamente. Giorno dopo giorno però ha acquistato sicurezza e si è messa dritta, anche se ancora si appoggiava o reggeva a tutto quello che trovava sul suo cammino, e tanti sono stati gli appoggi, le offerte di aiuto e collaborazione, spontanee o richieste, ma sempre disinteressate. 
Ho notato che mano a mano che andavamo avanti con l’organizzazione intorno a noi si creava prima curiosità, forse in alcuni diffidenza, ma veramente in numero esiguo, e poi lentamente  interesse, solo per il fatto di farne parte, di esserci, di poter dare una mano, un contributo, solo per il desiderio di dire che la città era viva e percepivi che qualcosa di diverso stava accadendo: il solo fatto di aver messo intorno ad un tavolo a ragionare d tante associazioni diverse, che a vario titolo si occupano di rievocazione, giochi e tematiche storiche medievali e altrettanti cittadini comuni che si sono avvicinati per passione e per mettersi al servizio della propria città. 
Tutti insieme, senza gerarchie né personalismi, hanno messo la loro pietra per erigere i Ludi alla Fortezza che hanno funzionato e che sono stati apprezzati da una larga parte di persone. 
Ma questo non basta. La prima edizione è sempre carica di curiosità, in positivo e negativo, ci sono aspettative, ma si è sempre benevoli per una cosa che ancora non ha una identità e di cui non si conosce molto e si ignorano le potenzialità; dico questo perché la vera scommessa sarà vinta solo il prossimo anno, quando saremo in grado di ripeterci, confermare quello che di buono abbiamo fatto, ma soprattutto migliorarci.
Ecco è con queste parole che io vorrei ringraziare tutti, magari uno a uno, sicuramente dimenticando qualcuno, ma se dovesse accadere è solo perché siete stati tantissimi, e nel caso vi prego di dirmelo e correrò ai ripari. Il ringraziamento ultimo, ma non in ordine di importanza, per dirla all’inglese Last but not least, è per mia moglie, mia compagna, mia amica, mia assistente, mia mente, mio cuore, mie braccia, mie gambe, mia vita: Marzia WonderWoman Polacco. 
E però non posso dimenticare mia madre e un pensiero speciale va a chi non c’è più, mio padre, perché senza di lui e senza i suoi insegnamenti io poco sarei. 
Voglio anche ringraziare quelli che ci hanno mosso critiche o osservazioni a volta anche poco pertinenti, ma che ci hanno aiutato a capire se la direzione presa fosse quella giusta e magari a cambiare rotta o fare anche solo una leggera virata. Grazie anche e soprattutto a loro, perché come scrissi una volta: I complimenti gonfiano l’ego, le critiche forgiano un carattere.

Gianluca Foresi ha aggiornato la sua immagine di copertina. ... See MoreSee Less

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